AdBlue sui veicoli Renault: tutto quello che devi sapere 1

AdBlue sui veicoli Renault: tutto quello che devi sapere

Negli ultimi anni, l’AdBlue è diventato un elemento indispensabile per il funzionamento dei motori diesel di ultima generazione. Anche Renault, con i propulsori Blue dCi, ha adottato questa tecnologia, integrando il sistema SCR su gran parte della propria gamma di veicoli a gasolio.

Conoscere il funzionamento del sistema SCR, saper interpretare correttamente le spie di bordo e gestire il rabbocco dell’AdBlue è fondamentale per prevenire inconvenienti e affrontare la manutenzione del veicolo in modo più consapevole. Questo articolo vuole offrire una panoramica chiara e completa sull’uso dell’AdBlue Renault, spiegando come funziona, su quali modelli è presente e quali accortezze seguire per un utilizzo corretto nel tempo.

 

Quali modelli Renault utilizzano l’AdBlue?

Nei veicoli Renault diesel più recenti, l’AdBlue viene gestito automaticamente dal sistema SCR. Il veicolo dispone di un serbatoio dedicato, separato da quello del carburante, dal quale la soluzione viene dosata in base allo stile di guida, al carico del motore e alle condizioni di utilizzo.

Renault utilizza l’AdBlue su gran parte dei suoi motori diesel Euro 6, in particolare sulle versioni dotate di tecnologia SCR. Tra i principali motori troviamo: 1.5 Blue dCi, 2.0 Blue dCi, 1.7 Blue dCi.

Lo troviamo, ad esempio, su vetture compatte come ClioCaptur, ma anche su modelli di segmento superiore come Mégane, Scénic e Talisman. La tecnologia SCR è inoltre adottata su diversi SUV e crossover, come Kadjar, e riveste un ruolo particolarmente importante anche nella gamma dei veicoli commerciali, tra cui Kangoo, Trafic e Master.

Su questi veicoli, l’uso dell’AdBlue non è solo una soluzione tecnica per il rispetto delle normative sulle emissioni, ma una componente essenziale per il corretto funzionamento del motore e per evitare limitazioni all’avviamento o all’utilizzo del mezzo.

 

Cos’è l’AdBlue e come funziona?

L’AdBlue è un fluido tecnico utilizzato sui motori diesel di ultima generazione per il controllo delle emissioni. Si tratta di una miscela composta da urea sintetica ad elevata purezza e acqua demineralizzata, in una proporzione ben precisa fissata dallo standard ISO 22241. Questo standard garantisce che il prodotto abbia le caratteristiche chimiche corrette per essere utilizzato in sicurezza e senza danneggiare il sistema di post-trattamento dei gas di scarico.

Il ruolo dell’AdBlue è strettamente legato alla riduzione degli ossidi di azoto (NOx), tra i principali responsabili dell’inquinamento prodotto dai motori diesel. Senza l’AdBlue, i veicoli dotati di tecnologia SCR non sarebbero in grado di rispettare i limiti emissivi imposti dalle normative europee.

Nei motori Renault Blue dCi, l’AdBlue non entra mai in contatto con il carburante. Viene invece dosato e nebulizzato direttamente nel sistema di scarico. Qui, grazie alle alte temperature, la soluzione si trasforma in ammoniaca, che agisce come agente riducente all’interno del catalizzatore SCR. In questa fase avviene la reazione chimica che converte gli NOx in azoto e vapore acqueo, sostanze innocue per l’ambiente.

Il funzionamento del sistema SCR è dinamico e si adatta continuamente alle condizioni di utilizzo del veicolo. In presenza di carichi elevati o durante una guida più impegnativa, la produzione di NOx aumenta e il sistema interviene di conseguenza, regolando in tempo reale la quantità di AdBlue necessaria per mantenere le emissioni sotto controllo.

 

Spie e avvisi AdBlue: cosa significano e a cosa prestare attenzione

Così come tutti i veicoli equipaggiati di sistema SCR, anche quelli della casa francese sono equipaggiati con un sistema di avvisi sul quadro strumenti. Queste segnalazioni hanno lo scopo di informare il conducente sia sul livello del liquido, sia su eventuali anomali nel sistema SCR.

Per quanto riguarda il livello dell’AdBlue, gli avvisi seguono generalmente una progressione graduale. Il primo messaggio compare quando la quantità residua consente ancora diverse migliaia di chilometri di percorrenza, indicando che sarà presto necessario effettuare il rabbocco. Con il passare del tempo e dei chilometri, l’avviso diventa più insistente e segnala una riduzione significativa dell’autonomia residua. L’ultimo livello di segnalazione è rappresentato da un avviso critico, spesso accompagnato da una spia rossa, che indica l’esaurimento imminente o già avvenuto dell’AdBlue.

In questa fase è importante intervenire tempestivamente: se il serbatoio dell’AdBlue si svuota completamente, il veicolo non potrà essere riavviato dopo lo spegnimento del motore finché non viene effettuato il rabbocco. Non è un malfunzionamento, quanto più una misura prevista dalla normativa, che impedisce l’utilizzo del veicolo quando il sistema SCR non è in grado di ridurre correttamente le emissioni di ossidi di azoto.

Oltre alle segnalazioni legate al livello del liquido, possono comparire anche messaggi come “controllare sistema antinquinamento” o “anomalia sistema SCR”. Queste indicazioni non indicano necessariamente un problema grave, ma segnalano che il sistema ha rilevato un funzionamento non conforme. Le cause possono essere diverse: un AdBlue di qualità non adeguata, una lettura errata dei sensori, oppure condizioni di utilizzo che hanno temporaneamente alterato il corretto funzionamento del sistema.

 

Consumo AdBlue e rabbocco

Non c’è una stima fissa per quanto riguarda il consumo di AdBlue, ma questo dipende da diversi fattori: la motorizzazione, il tipo di percorso e lo stile di guida. In condizioni normali, l’utilizzo di questo fluido rappresenta una piccola percentuale del consumo di gasolio, generalmente compresa tra il 3 e il 5%. Questo significa che, nella pratica, per ogni 100 litri di carburante consumati, il veicolo utilizza all’incirca 5 litri di AdBlue.

In termini di autonomia, un serbatoio pieno di AdBlue può consentire percorrenze molto variabili, che vanno indicativamente da 5.000 fino a 15.000 chilometri. Le distanze maggiori si registrano soprattutto in caso di utilizzo extraurbano o autostradale, mentre un impiego prevalentemente cittadino tende ad aumentare il consumo e a ridurre l’intervallo tra un rabbocco e l’altro.

Il rabbocco può essere effettuato sia presso le stazioni di servizio dotate di erogatori dedicati, sia utilizzando taniche di AdBlue certificate, conformi allo standard ISO 22241.

La procedura di rifornimento è semplice e non richiede competenze particolari. Il serbatoio dell’AdBlue è accessibile tramite un tappo dedicato, che può trovarsi in posizioni diverse a seconda del modello, ad esempio vicino al bocchettone del carburante, nel vano motore o nel bagagliaio. Una volta completato il rabbocco, il sistema aggiorna automaticamente il livello dopo alcuni minuti di guida, senza necessità di interventi manuali.