Andare in Cina oggi è come essere lanciati in un acceleratore di particelle. Dimenticate l'immagine del paese rurale con i cappelli di paglia ed ettari di risaie sterminate: la Cina è (anche) un organismo elettrico che corre a una velocità che mette ansia. Si passa dal silenzio quasi spettrale dei quartieri governativi di Pechino, dove tutto è enorme e pulitissimo, al frastuono dei mercati di Xi’An, dove l'odore della carne alla brace ti rimane attaccato ai vestiti per giorni. È una nazione pragmatica, dove la storia viene conservata solo se non intralcia il corso inarrestabile del progresso. Partiamo insieme a Guiness Travel, tour operato specializzato in viaggi organizzati con accompagnatore dall’Italia.
Pechino
Pechino ha un odore particolare, un misto di gas di scarico, polvere e l'aroma dolciastro del tabacco locale. Può sembrare una città ruvida, difficile da addomesticare. Prendersi una pausa dal caos della metropoli è una decisione saggia e necessaria. Così come la visita della Grande Muraglia di Juyongguan. Invece di guardare solo le torri e il tracciato delle mura che si snoda interminabile, osservate chi sale. Vedrete anziani di ottant'anni arrampicarsi su gradini ripidissimi (e tutti di altezze diverse) con una scioltezza imbarazzante. Il loro segreto? Il cetriolo. Lungo la scalata troverete ovunque venditori di cetrioli crudi: i locali li sgranocchiano come fossero integratori di sali minerali per idratarsi. È l'immagine perfetta della Cina: un monumento millenario conquistato con un ortaggio in mano. La sera, il centro di Pechino si trasforma. A Wangfujing si viene per lo spettacolo umano dei mercati notturni. Qui vedrete attori dell'Opera di Pechino che si truccano dietro le quinte di piccoli palchi all'aperto, mentre a pochi metri la gente mangia noodles bollenti in piedi. Ma la Pechino più intima è quella degli Hutong, i vicoli storici. Nel dopocena, è normale vedere i residenti uscire di casa direttamente in pigiama. Non è trascuratezza, è una vera divisa sociale: il pigiama dichiara che "questo vicolo è il mio salotto". Vedrete gente seduta su sgabelli di plastica a giocare a mahjong o a discutere dei prezzi della verdura sotto ragnatele di fili elettrici, ignorando i grattacieli che premono tutto intorno. Questo è quello che riserva un viaggio organizzato in Cina.
Xi’An
Spostarsi verso Xi’An con il treno ad alta velocità è un'esperienza quasi ipnotica. Si scivola a 300 km/h mentre fuori il paesaggio scorre sfuocato. Xi’An è la città dove la Via della Seta finiva (o iniziava), e la sua anima musulmana è ancora fortissima. Nel quartiere musulmano, l'aria è densa di fumo e di un profumo che non ti aspetteresti in Cina: il cumino. Qui la specialità sono i ravioli cinesi (jiaozi), che le donne preparano con una velocità che sfida la vista, chiudendoli in forme che ricordano antiche monete. Poi c'è l'Esercito di Terracotta. L'impatto non è dato dal numero di statue, ma dal fatto che ognuna ha un'espressione diversa. Se guardate bene le orecchie o le forme dei baffi, noterete che non c'è una ripetizione. Erano ritratti di persone vere. Un aneddoto che pochi ricordano è che le statue erano originariamente dipinte con colori vivaci, che però svanivano non appena venivano a contatto con l'aria durante gli scavi. È un esercito che sta letteralmente "sfumando" davanti ai nostri occhi. La sera, camminare sulle mura Ming illuminate è obbligatorio: sono talmente larghe che la gente ci affitta le biciclette per fare il giro dell'intero perimetro, vedendo da una parte la città vecchia e dall'altra la metropoli che esplode di neon. Può essere una delle attività più divertenti che si possono vivere a bordo di un Cina Young.
Shanghai
Shanghai è la città che ha deciso di non dormire mai, come una New York dell’Asia Orientale. Il primo impatto lo avrete sul Bund, il viale coloniale, ma il vero divertimento è girarsi di 180 gradi e guardare Pudong: una foresta di grattacieli che trent'anni fa erano solo paludi e risaie. Ma la vera Shanghai è quella che si scopre nei vicoli di Zhangyuan. Qui vedrete il contrasto più violento della Cina: tra le boutique di lusso e gli edifici storici restaurati, i residenti continuano a stendere i panni su lunghi pali di bambù che sporgono dalle finestre. È un'immagine formidabile: sotto hai le vetrine di Gucci, sopra hai mutande e canottiere che sventolano al sole. Ai cinesi non interessa minimamente il "decoro" occidentale; se c'è il sole, i panni si asciugano fuori, punto e basta. È un pragmatismo domestico che vince su qualunque skyline futuristico. Il viaggio si chiude salendo sulla Shanghai Tower: da oltre 600 metri, la città sembra un tappeto infinito di luci, un organismo meccanico che non ha intenzione di fermarsi mai.
Cose che imparerete solo camminando
- Il silenzio dei motorini: In Cina i motorini sono tutti elettrici. Non li senti arrivare. La prima regola di sopravvivenza è: non fidarti mai del silenzio, c'è sempre un rider alle tue spalle che sta per sorpassarti a tutta velocità sul marciapiede..
- L’acqua bollente: Vedrete cinesi con borracce piene di acqua bollente anche con 40 gradi all'ombra. È la panacea per ogni male. Se state male, bevete acqua calda. Se siete stanchi, acqua calda. È il dogma nazionale indiscusso.