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L’importanza dei sensori industriali nell’industria 4.0

Benvenuti nell’industria 4.0 in cui la tecnologia può anticipare i guasti e ridurre i costi di intervento: “prevenire è meglio che curare” è un detto che si applica anche, e soprattutto, alla manutenzione degli impianti industriali. Se prima gli interventi erano correttivi, ora la manutenzione agisce in anticipo per prevenire i guasti. Ne è testimonianza un’indagine svolta da “The Insight Partners” che stima come il mercato della manutenzione predittiva raggiungerà i 26,6 miliardi di dollari entro il 2028.  

L’utilizzo dei sensori industriali: quali vantaggi?

I sensori industriali si rivelano utili in tal senso, perché sono dispositivi che analizzano e osservano i fenomeni con cui sono messi in relazione, trasformando i dati ottenuti in segnali misurabili.

Ciò porta al contenimento dei costi di riparazione e alla riduzione del “downtime”, cioè il periodo di tempo durante il quale l’impianto non è in grado di produrre perché sottoposto a un intervento.

Quali campi di applicazione?

Proprio perché si legano a diversi fenomeni, i sensori industriali misurano e controllano una vasta gamma di macchine industriali destinate a diversi settori: dal settore nautico, fino all’edilizia e la modellazione del terreno, dall’agricoltura fino alla movimentazione e sollevamento di merci e persone.  

Dagli encoder a filo, fino agli inclinometri: le tipologie di sensore

Data la specificità di ogni campo di applicazione, le soluzioni sensoristiche sono di diverso tipo. Esistono ad esempio i sensori magnetostrittivilineari in grado di misurare con precisione la posizione di un cilindro tramite un cursore mobile magnetico. Possono essere installati internamente al cilindro oleodinamico da controllare e offrono ottime doti di precisione, con il vantaggio di non subire danni da usura grazie all’assenza di contatti di tipo meccanico.

E ancora, esistono gli encoder a filo, trasduttori di spostamento e di velocità per cavi metallici, che trasformano un movimentomeccanicoangolare o lineare in una serie di impulsi elettrici digitali. Questi impulsi elettrici possono essere utilizzati per controllare gli spostamentimeccanici che li hanno generati e la corrispondente velocità di movimento. Ci sono anche encoderrotativi, per tutti i macchinari che svolgono manovre di rotazione. I sensori convertono il movimento meccanico rotativo in segnali digitali o analogici, al fine di gestire al meglio e con piùprecisione questo processo.  

Fondamentali anche i sensori di inclinazione o inclinometri, progettati per misurare l’angolo di inclinazione rispetto al senso della gravità su uno o piùassi: adatti all’uso di apparecchiature e applicazioni come gru, piattaformeaeree, macchineoperatrici e movimentoterra, in quanto esprimono la perfetta sintesi tra precisione, stabilità e robustezza.

ECU, Le unità di controllo elettronico

Infine, non si dimentichi l’esistenza delle unità di controlloelettronico, dette anche ECU, deputate al controllo softwareembedded, cioè incorporato direttamente nel componente elettrico che controlla. L’L’ECU rileva lo stato degli ingressi e lo trasmette a una centralinaprincipale che, a sua volta, provvede ad attivare o disattivare lo stato di una o più uscite. Il dispositivo esegue controlliinterni e una diagnosi approfondita che consente di migliorare la copertura diagnostica in caso di utilizzo a scopo di sicurezza. In alternativa, l’unità può essere utilizzata come dispositivo principale in grado di eseguire autonomamente interventi sulle uscite, in base allo stato degli ingressi e per mezzo di algoritmi definiti dall’utente.

Se nessuna di queste opzioni fa a caso del cliente, le aziende offrono spesso possibilità di soluzionipersonalizzate che spaziano dai sensori ai dispositivi elettronici per rispondere ad ogni necessità.

In conclusione, ogni impresa che tenga alla salvaguardia dei costi energetici e voglia indirizzarsi verso un’industria più “smart”, non può ignorare l’importanza della manutenzione predittiva delle proprie infrastrutture, per evitare di dissipare le proprie risorse e indirizzarle verso altri settori di impiego.